Qualcuno aspetta con ansia la foto di tuo figlio.

Qualcuno aspetta con ansia la foto di tuo figlio.

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Dic 13, 2017 1 Comment
in Social Network
Qualcuno aspetta con ansia la foto di tuo figlio.

Da tempo volevo scrivere qualcosa sull’abitudine diffusa di condividere le foto dei propri figli online.
Oggi ho preso coraggio autocensurandomi per quanto possibile. Quindi il mio punto di vista, in verità è molto più draconiano.

Spoiler: se pubblichi online la foto di tuo figlio qualcuno potrebbe trarne profitto, piacere, o entrambi.

Parliamo subito di Facebook, perchè alla fine è lo strumento più utilizzato per condividere (ma sarebbe meglio dire “cedere”) le foto dei nostri figli con amici e conoscenti. Alzi la mano chi, prima di iscriversi, ha letto (e ha capito) almeno in parte le condizioni d’uso … non ho modo di controllare le mani alzate ma probabilmente nessuno lo ha fatto.
Va bene, non è che io legga sempre tutte le condizioni dei servizi online che utilizzo, però su certe cose cerco di fare attenzione, e questa, accidenti, è una di quelle.

Chiariamo subito una cosa per chi scambia Facebook per un servizio pubblico o simili: quando ti iscrivi a Facebook è come se firmassi un contratto in cui ti impegni a fare e non fare delle cose, e in cui prendi atto che Facebook a sua volta potrà fare e non fare altre cose. Sei solo uno che entra nei server di una società e utilizza il loro software. Tutto ciò che fai viene registrato.
Ovviamente è tutto scritto nei documenti che ti invitano a leggere durante l’iscrizione.

Ti invito quindi a vedere ciò che hai accettato.
Puoi verificare tu stesso guardando la pagina principale (senza essere loggato) simulando una nuova iscrizione.

Una prima sezione riguarda proprio la condivisione dei contenuti e recita:

L’utente è il proprietario di tutti i contenuti e le informazioni pubblicate su Facebook e può controllare il modo in cui vengono condivisi mediante le impostazioni sulla privacy e le impostazioni delle applicazioni. Inoltre:

Per quanto riguarda i contenuti protetti dal diritto di proprietà intellettuale, ad esempio foto e video (“Contenuti PI”), l’utente ci concede le seguenti autorizzazioni, soggette alle impostazioni sulla privacy e alle impostazioni delle applicazioni: l’utente ci fornisce una licenza non esclusiva, trasferibile, che può essere concessa come sottolicenza, libera da royalty e valida in tutto il mondo, che consente l’utilizzo dei Contenuti PI pubblicati su Facebook o in connessione con Facebook (“Licenza PI”). La Licenza PI termina nel momento in cui l’utente elimina il suo account o i Contenuti PI presenti nel suo account, a meno che tali contenuti non siano stati condivisi con terzi e che questi non li abbiano eliminati.

Questo significa, in poche parole, che resti proprietario di ciò che condividi ma che cedi a Facebook (ai sui partner, fornitori e alle aziende di cui è proprietaria) una licenza non esclusiva, che quindi può essere ulteriormente ceduta a terzi sia dentro che fuori Facebook.
In parole ancora più semplici non avrai più il controllo di ciò che viene pubblicato, la foto e il video verrà distribuito, modificato, e utilizzato da qualcuno, da qualche parte nel mondo e ti sarà impossibile recuperarlo. Niente male, no?

Continuando a leggere ecco un altro passaggio interessante:

“Quando l’utente pubblica contenuti o informazioni usando l’impostazione “Pubblica”, concede a tutti, anche alle persone che non sono iscritte a Facebook, di accedere e usare tali informazioni e di associarle al suo profilo (ovvero al suo nome e alla sua immagine del profilo).”

Questo passaggio è semplice: se creo un profilo pubblico o se condivido contenuti visibili a tutti, concedo a chiunque (anche non iscritto a Facebook), l’utilizzo delle mie informazioni, delle immagini e dei video che ho pubblicato. Significa che sarà visibile nei risultati di una ricerca su Google e potresti ritrovarlo in una pubblicità in TV.

C’è un’altra cosa è importante e non immediata: se condividi la foto di tuo figlio con i tuoi contatti e uno di loro ha un profilo pubblico a sua volta la condivide, ecco che la foto in questione diventerà automaticamente pubblica.

Quindi la verità è che in un solo click, la foto di tuo figlio sarà pubblica, indicizzata, chiunque la potrà trovare, utilizzare e tu non saprai mai niente.

Lo so cosa stai pensando: viviamo in un epoca in cui tutti condividono tutto, la privacy non esiste più, e alla fine sono solo paranoie.

Sarà, tuttavia in mezzo a noi ci siano tante cattive persone in grado di:

  • scaricare la foto di tuo figlio e utilizzarlo all’interno di campagne pubblicitarie. Ovviamente non ti chiederanno l’autorizzazione per farlo;
  • aprire gruppi e pagine dai titoli dedicati all’infanzia, con l’unico scopo di raccogliere immagini e informazioni che poi saranno in grado di rivendere;
  • scaricare la foto di tuo figlio, photoshopparla su immagini pedopornografiche, caricarle su siti specializzati, venderle e condividerle. Fa schifo ma è così. Se non mi credi guarda sul sito della Polizia Postale, troverai conferma.

E se non sei convinto, quarda la pagina Facebook incubo, raccoglie semplicemente tutte le foto pubbliche condivise da genitori. Il senso è chiaramente quello di rendere consapevoli di ciò che succede. Adesso, vedendole tutte insieme non è un po’ inquietante?

Per come la vedo io, la verità è che a nessuno frega molto delle foto dei figli degli altri, specie di contatti su Facebook che magari nemmeno conosce bene. Certo i volti pucciosi dei bambini fanno sorridere tutti, ma ne vale davvero la pena?

Potresti far sorridere i tuoi contatti per un istante, sentirti gratificato per un like, ma c’è qualcuno, da qualche parte, che si sta già fregando le mani davanti alla foto di tuo figlio. E la colpa è tua.

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  • Marcello
    Dic 13, 2017 Rispondi

    E' tutto vero, peccato che quasi nessuno se ne renda conto. A malapena arriveranno alla seconda riga di quest'articolo...

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